MANN@HERO e la valorizzazione dei depositi del MANN

La mostra MANN@HERO in programma dal prossimo 4 maggio è l’occasione per esporre al pubblico del Museo Archeologico Nazionale di Napoli più di sessanta opere – tra statue e rilevi in marmo, bronzi, terrecotte, ma soprattutto affreschi – custodite nei depositi, che vengono proposte al grande pubblico del Museo in correlazione con gli eroi di Star Wars.

Dei depositi del Museo Archeologico spesso si parla come di luoghi custodi di centinaia di opere polverose e dimenticate, tesori nascosti trascurati da chi opera all’interno dell’Istituto, luoghi “Invisibili” che godono in genere di una cattiva fama per il convincimento che tutto debba essere esposto e divenire fruibile. Ma ovviamente non è così.

Il Museo Archeologico di Napoli è custode di circa 250.000 opere di cui più di 16.000 sono esposte al pubblico. Le altre sono conservate nei depositi; quattro ampie sezioni del Museo sono infatti destinate alla conservazione di statue, affreschi, vasi greci e magnogreci, suppellettile in bronzo, ceramica, vetro, avorio, argento, gioielli, monete, materiale tutto inventariato e catalogato. Di tanto materiale solo una parte è destinata ai futuri allestimenti per i quali sono già pronti i progetti, come la statuaria campana e il settore della Magna Grecia e anche l’ampliamento del settore della suppellettile pompeiana.

Molte opere invece resteranno in deposito a disposizione di studiosi e studenti per gli approfondimenti scientifici. Si tratta per lo più di oggetti provenienti dagli scavi delle cittadine vesuviane, ma non solo, molto spesso materiali seriali e ripetitivi che non avrebbero spazio all’interno delle già ricche collezioni in esposizione.

Selezionare per le mostre opere custodite in deposito è dunque un modo per farle conoscere al grande pubblico, senza depauperare gli allestimenti permanenti.

Ed è questo uno degli obiettivi che il Museo Archeologico di Napoli si è posto nell’ambito del progetto “MANN nel Mondo” che, attraverso l’allestimento all’estero di mostre realizzate con opere selezionate dai depositi, sta cercando di valorizzare tanto materiale, facendolo conoscere al di fuori dei confini del Paese per attirare sempre più visitatori al Museo.

Ma “tirare fuori” dai depositi materiale non esposto è anche l’occasione per restaurarlo e quindi per conoscerlo meglio, anche scientificamente, offrendolo all’attenzione e all’approfondimento degli specialisti.

L’obiettivo a cui tendere deve essere quello di considerare i depositi di un museo come un’estensione dei settori espositivi, e come tali quindi essi andrebbero resi accessibili, investendo per questo patrimonio “invisibile”, risorsa non meno importante dei cosiddetti Capolavori. Ed è in tal senso che in futuro ci si auspica si possa andare ad operare.

Paola Rubino

Circa

Nessun Commento

Lascia un Commento